"Fuacu mia" in dialetto calabrese significa fuoco mio. Non il fuoco in generale, non il fuoco di qualcun altro: il mio fuoco, quello personale, quello che appartiene a chi lo dice. È un modo di parlare che dice molto sul rapporto che la Calabria ha con il peperoncino: non è un ingrediente tra gli altri, è qualcosa di proprio, di identitario, che si riconosce come parte di sé. Dare questo nome a un miele è una dichiarazione precisa: qui il fuoco c'è, è calabrese, ed è qualcosa da tenere.
Il miele di acacia di Calabria è il punto di partenza, e la scelta non è casuale. Tra tutti i mieli, l'acacia è quello con il carattere più neutro e la dolcezza più pulita: chiaro, quasi trasparente, liquido e fluido, con un sapore delicato che non prende il centro ma lascia spazio a quello che gli sta intorno. L'acacia calabrese porta la sua base mielosa in modo elegante, senza la nota resinosa del castagno o la pesantezza di mieli più strutturati. È il tipo di miele che sa stare in secondo piano quando serve, e questa duttilità è esattamente quello che questo prodotto richiede: il protagonista è il contrasto, non il miele da solo.
L'essenza di peperoncino entra in una proporzione che dice qual è l'obiettivo: 1%, abbastanza da essere presente in ogni cucchiaiata, abbastanza da cambiare completamente il carattere del miele rispetto a uno senza niente. Non sono pezzi di peperoncino dentro il miele, non si trovano scaglie o semi: è l'essenza, la parte aromatica e capsaicinica estratta e concentrata, distribuita in modo uniforme in tutta la massa del miele. Il risultato è un miele che a prima vista non si distingue da uno qualsiasi: fluido, ambrato, trasparente. La differenza si sente al palato, e si sente in sequenza. Prima la dolcezza dell'acacia, piena e rotonda, che arriva subito e occupa la bocca in modo piacevole. Poi, dopo qualche secondo, il calore. Non immediato, non aggressivo: costruisce lentamente, sale dalla gola, rimane. È quel tipo di piccante che non brucia in modo spiacevole ma scalda, e che nell'abbinamento con la dolcezza del miele funziona per contrasto in modo che nessuno dei due annulla l'altro.
Questa sequenza, dolce poi piccante, è il cuore del prodotto e la ragione per cui funziona in cucina in modi che un miele normale non potrebbe. Il primo senso è sempre quello del miele: chi non conosce il Fuacu Mia lo assaggia aspettandosi miele e ha ragione, quello è il primo sapore. Il secondo senso, il calore che arriva dopo, è la sorpresa, e le sorprese in cucina, quando sono piacevoli, si ricordano.
Con i formaggi stagionati è l'abbinamento che chi conosce il miele e i formaggi riconosce subito come quello giusto, ma con una dimensione in più. Un giro di miele su un pecorino stagionato porta dolcezza e alleggerisce il sale: è una combinazione classica e collaudata. Lo stesso giro di Fuacu Mia porta tutto quello, più il calore del peperoncino che si sente dopo il formaggio e che porta il boccone in una direzione inaspettata. Con il caciocavallo, con il parmigiano, con un erborinato dove la nota piccante del formaggio e quella dell'essenza si sommano in modo che si amplificano a vicenda: in tutti questi casi il miele con peperoncino porta qualcosa che il miele normale non porterebbe.
Sulla pizza, su una margherita o su una pizza bianca, il filo di Fuacu Mia alla fine è la scelta di chi ha capito che il dolce-piccante sulla pizza non è una moda ma una logica: il miele porta dolcezza che contrasta con il sale della mozzarella e la nota acida del pomodoro, il peperoncino porta calore che si somma a quello del forno. Con la pizza al salame piccante o con la salsiccia il calore si raddoppia e il miele porta l'equilibrio.
Con la carne, in modo particolare con le ali di pollo o con la carne di maiale dove il grasso è presente, il Fuacu Mia entra come glassa o come condimento finale: lo zucchero del miele caramellizza, il peperoncino porta calore, e il risultato ha quella crosticina dolce-piccante che alcune cucine del mondo hanno reso famosa e che qui ha un carattere preciso e calabrese. Come dressing su un'insalata con rucola e noci, dove l'amaro della rucola e il grasso delle noci chiamano la dolcezza del miele e il piccante del peperoncino per bilanciare.
In un cocktail, come elemento di un negroni o di un whisky sour dove si vuole una nota speziata e dolce insieme: il miele si scioglie facilmente in alcol e lascia il suo aroma nel drink in modo pulito. Come dolcificante per una tisana o un tè dove si vuole il piccante del peperoncino in modo morbido: il miele porta la dolcezza che ammorbidisce il calore e lo rende bevibile.
Su una fetta di pane con burro, come colazione insolita: la dolcezza del burro e quella del miele si sommano, il peperoncino arriva dopo e trasforma quello che sembrava un inizio di giornata tranquillo in qualcosa di più sveglio.
Il vasetto da 250 grammi ha una sua lucentezza ambrata che dice già quello che c'è dentro: fluido, chiaro, con quel colore caldo che il miele di acacia ha sempre. L'etichetta dice Fuacu Mia. Il nome in dialetto dice che questo fuoco ha un proprietario, che viene da un posto preciso, e che portarlo a casa significa portarsi un pezzo di quella tradizione.
Come usarlo
Su formaggi stagionati come pecorino, caciocavallo, parmigiano e gorgonzola. Come filo finale su pizza margherita o pizza bianca. Come glassa per carne di pollo o maiale alla griglia o al forno. Come dressing in insalate con rucola, noci o formaggi freschi. In cocktail come whisky sour, negroni o margarita per note dolci-speziate. Come dolcificante per tè e tisane. Su pane e burro a colazione. Come condimento su formaggi freschi con frutta secca. In abbinamento con salumi per bilanciare il sale con dolce e piccante.
Conservazione
Conservare in luogo fresco e asciutto, al riparo dalla luce e da fonti di calore. Il miele si presenta liquido al momento della produzione. Non necessita di refrigerazione.
Formato
Vasetto da 250g.
Ingredienti
Miele di acacia di Calabria 99%, oli essenziali al peperoncino 1%.
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6,90 €Preis
inkl. MwSt. |
Nicht verfügbar
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