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Frisa Proteica, Artigianale con Mais Corvino e Semi di Girasole

 

La frisa è uno dei pani più antichi del Sud Italia: un pane biscottato, cotto due volte, che nasce dall'esigenza di avere qualcosa che durasse a lungo senza deteriorarsi. I pescatori la portavano in mare, i contadini la portavano nei campi, i pastori la portavano in transumanza. Non era un pane secondario: era il pane che sapeva aspettare, che resisteva al tempo meglio di qualsiasi altra forma di pane, e che al momento di consumarlo si risvegliava in pochi secondi sotto un getto d'acqua o immerso brevemente nel mare. Quella logica, quella di un cibo solido e conservabile che si trasforma al momento del consumo, è rimasta intatta in questa frisa proteica, che porta una forma antichissima dentro una composizione di ingredienti precisa e contemporanea.

 

La farina di semi di girasole è quello che porta la "proteica" nel nome. I semi di girasole hanno un contenuto proteico significativo tra i semi oleaginosi, con una qualità aminoacidica che la farina di semi di girasole preserva in modo efficace. Non è un ingrediente che si trova spesso nei pani tradizionali del Sud: è una scelta moderna che risponde a un'esigenza precisa, quella di un pane che nutre in modo più completo di uno fatto con sola farina di frumento. Il sapore che porta è quello dei semi oleaginosi, leggermente tostato e con una nota di noce, che in un pane biscottato si sente in modo delicato e persistente.

 

Il mais corvino è l'ingrediente che distingue questa frisa da qualsiasi altra. Il mais corvino è una varietà antica, con una granella scura che va dal rosso bordeaux al viola quasi nero, coltivata in aree limitate del Sud Italia dove le tradizioni agricole locali hanno conservato varietà che la monocultura del mais giallo ha quasi fatto sparire. La semola rimacinata di mais corvino porta in questo impasto un colore diverso, più scuro e più caldo, e un sapore che il mais comune non ha: più intenso, con una nota quasi terrosa e un retrogusto dolce che si sente soprattutto in una preparazione biscottata dove la seconda cottura concentra gli aromi. Chi conosce le farine di mais antiche sa che la differenza è netta e riconoscibile.

 

La crusca di frumento porta fibra e quella nota di grano integrale che cambia la consistenza dell'impasto rispetto a una farina raffinata: l'impasto è più robusto, la frisa più scura, con una superficie che non è liscia e omogenea ma ha una grana visibile che dice già dalla vista che quello che si sta per mangiare ha sostanza. Il lievito di birra lavora sull'impasto prima della cottura, porta la fermentazione che rende il pane più leggero e digeribile, e lascia nella frisa finita quella nota leggermente acidula tipica della lievitazione naturale e dei pani con crusca.

 

Il risultato è una frisa che ha un profilo nutrizionale diverso da quello del pane bianco tradizionale: proteine dai semi di girasole, fibre dalla crusca, carboidrati complessi dal mais corvino e dal frumento. Non è un prodotto dietetico nel senso restrittivo della parola: è un pane completo, che sazia in modo più duraturo e che porta nutrienti diversificati in una forma che la tradizione del Sud conosce da secoli.

 

Questa frisa si mangia così come è, senza bagnarla. È pensata per essere consumata croccante: la doppia cottura e la composizione dell'impasto producono una consistenza secca e compatta che regge i condimenti senza cedere, che si spezza in modo preciso sotto i denti, e che porta il suo sapore in ogni boccone senza che l'acqua lo dilui. Con i pomodori freschi, l'olio extravergine e il sale è un antipasto immediato: il pomodoro cede il suo succo sulla frisa il tempo che basta per farla assorbire in superficie, senza che si debba bagnare. Non c'è altro da aggiungere.

 

Con i prodotti Braalla la frisa proteica diventa un supporto naturale per tutto quello che questi vasetti contengono. La crema di peperoncino sulla frisa bagnata e ancora tiepida: la croccantezza della frisa e la cremosità piccante del condimento in un boccone che funziona come antipasto o come spuntino. La finissima di melanzane, dove la consistenza vellutata della crema si appoggia alla frisa in modo che ogni morso porta entrambe le consistenze. Gli involtini di pomodori secchi spezzati sopra, con un filo dell'olio di governo: il sapore deciso degli involtini e la neutralità proteica della frisa si bilanciano. Le scapece, con la loro acidità, su una frisa già bagnata: il contrasto tra il croccante-morbido della frisa e il vegeta-acidulo della scapece è quello che in tavola si capisce subito.

 

A colazione con un formaggio fresco o con le confetture, dove la frisa proteica porta qualcosa di più sostanzioso del pane bianco e che tiene la fame fino a mezzogiorno. Nei buffet e negli aperitivi come base già dimensionata per il boccone, più solida e più saporita di un cracker industriale, con un carattere proprio che non scompare sotto il condimento.

 

Una forma antica, ingredienti scelti con cura, un risultato che porta la frisa del Sud in un contesto dove il gusto e la nutrizione lavorano nella stessa direzione.

 

Come gustarla

Consumare croccante, senza bagnare. Condire con pomodori freschi, olio extravergine e sale per la versione classica. Con le creme Braalla (peperoncino, aglio, melanzane, finocchio) come antipasto. Con le scapece di zucchine o pomodori verdi come condimento agro. Con gli involtini di pomodori secchi e il loro olio di governo. Con formaggi freschi e confetture Braalla a colazione. Come base per aperitivi e buffet al posto di cracker industriali. Con affettati e formaggi stagionati su taglieri misti.

 

Conservazione

Conservare in luogo fresco e asciutto, al riparo dall'umidità. Consumare entro la data indicata in confezione.

 

Ingredienti

Farina di semi di girasole, farina di frumento crusca, mais corvino semola rimacinata, lievito di birra.

FRISELLA PROTEICA - FRISA DI CALABRIA

SKU: FRISA-PROTEICA
€6.90Price
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