C'è un tipo di bellezza nelle cose che non cercano di stupire. Che stanno sul tavolo senza fare troppo rumore, che accompagnano il cibo senza coprirlo, che con il tempo diventano familiari come le facce delle persone che si vedono ogni giorno. Il piatto piano crema con fiorellini è questo tipo di oggetto. Non cambia il modo di mangiare, cambia il modo di stare a tavola: lo rende un momento in cui anche quello che si usa ha una storia da raccontare.
Lo fa Maurizio ad Altomonte, in provincia di Cosenza. Lo lavora al tornio con l'argilla delle colline calabresi, lo smalta con la stessa tonalità crema che usa da anni, aggiunge i fiorellini a mano uno ad uno prima della cottura. Non è una decorazione applicata dopo: è parte del pezzo, entra nel forno con lui, esce con le stesse sfumature e la stessa imperfezione controllata che appartiene a tutto quello che si fa senza stampi. Ogni piatto è leggermente diverso dall'altro. La posizione dei fiori cambia di qualche millimetro, il colore del fondo varia tra un pezzo e il prossimo. Non sono difetti: sono i segni di un lavoro fatto con le mani, con la stessa attenzione che si mette in qualcosa che si vuole durare.
Il fondo crema è il colore naturale dell'argilla con la smaltatura chiara. Non è bianco, non è beige: è qualcosa di intermedio che sta bene con qualsiasi cibo ci si mette sopra. Con il rosso di un sugo di pomodoro, con il verde delle verdure grigliate, con il giallo dell'olio versato sul pane. È un colore che non compete con niente, che lascia spazio al piatto nel senso più letterale della parola.
Il piatto piano è quello di ogni giorno. Va bene per la pasta del mezzogiorno, per il secondo della sera, per il pane e l'olio del mattino quando non si ha voglia di fare altro. È la misura che si porta in tavola senza pensarci, quella che occupa il posto che le spetta senza invadere il resto. In terracotta ha un peso in mano diverso rispetto alla ceramica industriale: più solido, più presente, con una temperatura superficiale che si sente al tatto prima ancora che il cibo ci arrivi sopra.
La terracotta smaltata non ha i problemi di quella porosa: non assorbe liquidi, non trattiene odori, si lava normalmente. I smalti che usa Maurizio sono atossici, testati per il contatto alimentare, adatti all'uso quotidiano. Il piatto può andare in lavastoviglie, anche se lavarlo a mano prolunga la vita della smaltatura e mantiene i colori come il primo giorno.
In Calabria le stoviglie in terracotta artigianale hanno occupato le credenze delle case per secoli. Non perché non esistesse altro, ma perché quello che usciva dalle mani degli artigiani locali aveva una qualità che le produzioni di massa non hanno mai saputo replicare. Il peso era quello giusto, il colore durava, la forma era pensata per un tavolo vero, non per uno scaffale di un negozio. Braalla porta questo piatto perché crede che quelle cose abbiano ancora senso, che valga la pena mangiare ogni giorno su qualcosa fatto da qualcuno che lo ha fatto con le mani per qualcuno che lo userà con le mani.
Sul tavolo di casa, accanto al pane e all'olio, con un sugo che profuma la cucina da un'ora: questo piatto sa stare in tutti questi posti senza mai sembrare fuori posto. È il tipo di oggetto che non si nota finché non sparisce. E quando sparisce, si sente la mancanza.
Fatto a mano ad Altomonte da Maurizio. Argilla calabrese, smalti atossici. Adatto all'uso quotidiano e alla lavastoviglie.
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SKU: PIAT-PIAN-FIORE
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