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La scapece non è una ricetta moderna. È una tecnica antica, nata dall'esigenza di conservare quello che l'estate produceva in abbondanza prima che finisse, di tenerlo buono il più a lungo possibile senza che perdesse sapore. L'aceto è il protagonista di questo sistema: ferma la deteriorazione, entra nel prodotto, cambia la consistenza e porta con sé tutta la sua acidità. Ma non lavora da solo.

 

Intorno all'aceto si costruisce un equilibrio di aromi che non serve solo a conservare — serve a fare di quella zucchina qualcosa di completamente diverso da come era partita.

 

In Calabria la scapece di zucchine è un piatto estivo, legato al caldo, al profumo di menta che cresce nei giardini, a quelle zucchine che in luglio e agosto si raccolgono ogni giorno e si lavora subito perché non aspettano. La menta è l'aroma che rende riconoscibile questa preparazione: non è un dettaglio, non è un tocco finale. È la firma. Chi ha mangiato la scapece di zucchine di qualcuno in Calabria — una zia, una nonna, un mercato del paese — ricorda prima di tutto quell'odore di menta fresca che si mescolava all'aceto. È uno di quei profumi che tornano e portano con sé tutto il resto.

 

Le zucchine vengono tagliate a filetti e lavorate artigianalmente. La consistenza deve essere croccante anche dopo la marinatura: non molliccia, non disfatta, ma con ancora quella resistenza sotto i denti che dice che il prodotto di partenza era buono e fresco. Questa croccantezza è il risultato della lavorazione corretta: le zucchine di qualità giusta, trattate nel modo giusto, tengono. Quelle di qualità sbagliata o lavorate male si perdono nell'aceto e diventano qualcosa di diverso da quello che dovrebbe essere la scapece.

 

L'aceto di vino bianco è secco, pulito, meno aggressivo dell'aceto di vino rosso. Entra nella zucchina senza coprirne il sapore ma modificandolo — la rende più acidula, più fresca, le dà una nota che fa venire voglia di un altro boccone. Il sale e il pepe nero in grani lavorano come supporto: il sale porta il sapore in profondità, il pepe aggiunge un calore basso e persistente che non è piccante ma si sente. Le scaglie di peperoncino chiudono questo quadro con un tocco che scalda senza bruciare, un piccante leggero che si sente di più quando si arriva a un pezzo di peperoncino intero e meno nel boccone accanto. La menta fresca è l'ultimo elemento e il più importante: dà freschezza, apre la bocca invece di chiuderla, porta quella nota erbacea che pulisce tutto e fa sembrare il boccone successivo ancora più buono del precedente.

 

Insieme producono un vasetto che sa di estate. Non è una metafora: è il sapore preciso di una preparazione fatta con prodotti estivi, con gli aromi giusti, con una tecnica che esiste da secoli perché funziona. Si apre il vasetto e si sente tutto questo prima ancora di assaggiare. L'aceto, la menta, il pepe. Poi si assaggia e arriva la zucchina, con la sua dolcezza vegetale che regge bene accanto all'acidità e non sparisce.

 

Sugli antipasti è la cosa che dà movimento a un tagliere. Accanto ai salumi, accanto ai formaggi, accanto agli sott'oli: la scapece porta acidità e freschezza che tutto il resto non ha, e che serve per bilanciare i sapori più pesanti. Si mette in un piattino e si finisce prima di tutto il resto, perché è leggera e invita a continuare. Con il pane, soprattutto quello tradizionale a pasta dura, è già completa da sola.

 

In estate, accanto a una grigliata, porta il contrasto che le grigliate chiedono sempre: qualcosa di fresco e acido che pulisce il grasso della carne e prepara il palato al boccone successivo. Con le salsicce calabresi è un abbinamento che si conosce da sempre in queste cucine. Con il pesce alla griglia, soprattutto il pesce più saporito come la sarda o la palamita, la scapece funziona allo stesso modo — acidità e menta contro il sapore forte del pesce, un equilibrio che funziona a tavola anche senza che nessuno debba spiegarlo.

 

Come condimento per insalate e piatti freddi, fuori dal vasetto e mescolata con altri ingredienti, porta sapore senza bisogno di aggiungere altro condimento. Il liquido di governo — l'aceto aromatizzato con la menta e il pepe — è esso stesso un condimento: si usa per insaporire una zucchina fresca tagliata a crudo, per dare carattere a un'insalata di pomodori, per condire un piatto di verdure al vapore che da solo sarebbe insipido.

 

Un vasetto da 200 grammi che porta in tavola una preparazione che in Calabria nessuno ha mai smesso di fare, perché quando qualcosa funziona da questa parte non si cambia. Si tramanda.

 

Come usarla

Negli antipasti su taglieri misti con salumi, formaggi e sott'oli, come elemento fresco e acidulo. Con il pane tradizionale a pasta dura, da sola o come accompagnamento. Accanto alle grigliate estive di carne e pesce, come contorno fresco che bilancia il grasso. In insalate fredde e piatti estivi, con il liquido di governo usato direttamente come condimento. Su panini con salumi e formaggi, al posto dei sottaceti classici. In aperitivi e buffet, servita in piccoli piattini accanto ad altri antipasti. Come contorno a secondi di pesce alla griglia, in particolare pesci dal sapore deciso.

 

Conservazione

Tenere in luogo fresco e asciutto prima dell'apertura. Dopo l'apertura conservare in frigorifero. Consumare preferibilmente entro 4 o 5 giorni dall'apertura. Tenere le zucchine coperte dal liquido di governo per preservare freschezza e croccantezza.

 

Ingredienti

Zucchine, aceto di vino bianco, sale, pepe nero in grani, scaglie di peperoncino, menta fresca.

 

Formato

Vasetto da 200g.

Courgette Scapece

SKU: Scapecezucchine
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